GIO_1528Ieri lavoratori e studenti dell’università di Genova sono entrati nell’aula dove si svolgeva il Consiglio di amministrazione dell’ateneo per protesta contro il disegno di legge Gelmini e per chiedere al Cda di esprimersi contro tale disegno che prevede l’ennesimo atto di smantellamento dell’università, unitamente ad una retorica meritocratica volta a mascherare i tagli. Lavoratori e studenti non si sono fatti trovare impreparati per difendere quel poco che resta dell’università pubblica e hanno rilanciato la battaglia per un sistema più giusto di retribuzione e di assegnazione delle borse di studio, che vada oltre il calcolo dei crediti raggiunti in un determinato periodo di tempo e che tenga conto se uno studente è anche lavoratore o fuori sede. In tempi di crisi un nuovo welfare è  ancor più necessario e deve partire dai bisogni, da servizi pubblici gratuiti e da un reddito minimo garantito anche nella nostra regione: non c’è merito senza reddito!

venerdì 21 maggio 2010 ore 10:00

Gli Stati Generali dell’Ateneo avranno luogo venerdì 21 maggio alle ore 10 nell’aula magna della Facoltà di Giurisprudenza.

Oggi all’interno della settimana di mobilitazione promossa dai ricercatori riuniti in assemblea il 29 aprile scorso a Milano, trecento fra ricercatori, personale tecnico-amministrativo e studenti hanno assediato il Senato Accademico. Una delegazione è entrata in Senato per portare le istanze dei manifestanti. In seguito, oltre alle diverse componenti, si sono riunite in assemblea le sigle sindacali.

Nonostante le profonde differenze nelle teorie e nelle pratiche di lotta, è emersa la comune intenzione di uscire dal corporativismo per avviare una vertenza che possa essere quantomeno politicamente condivisa da tutti.

Adesso la scommessa è quella di rilanciare la lotta contro lo smantellamento dell’università pubblica: per tale ragione viene indetto un momento propositivo in cui le diverse componenti penseranno nel concreto al percorso di mobilitazione dei prossimi mesi.

Gli Stati Generali dell’Ateneo avranno luogo venerdì 21 maggio alle ore 10 nell’aula magna della Facoltà di Giurisprudenza.

AutAut 357 – 18/05/2010

torino1_250_167Continua l’operazione “Rewind” volta a criminalizzare il movimento dell’Onda: dopo gli arresti dello scorso luglio e le successive denunce, dal 26 marzo ad oggi sono stati notificati 17 avvisi di garanzia per travisamento ad altrettanti compagni di Genova dell’AutAut e non solo. In contemporanea, le stesse misure hanno raggiunto altri compagni di Bologna, Venezia e Brescia.

Si tratta di un chiaro intento intimidatorio, a quasi un anno di distanza dal corteo di Torino contro il G8 University Summit, che mira a colpire chiunque abbia messo in atto forme di lotta contro le politiche di precarizzazione sociale e lo smantellamento dell’istruzione pubblica. Continua a leggere l’articolo »

seminario storicoIl sapere, lo sappiamo bene, è sempre di parte.

Questo ciclo di autoformazione vuole narrare la nostra storia, quella di alcuni dei movimenti che negli ultimi cinquant’anni hanno provato a costruire un’alternativa a questa società.

Questo è sapere partigiano.

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lunedì 1 marzo 2010 ore 18:00

fake 1°marzo

Concentramento del corteo alle ore 18 in Piazza della Commenda di Prè.

Costruiamo una giornata di opposizione alla Bossi-Fini, al Pacchetto sicurezza, contro lo sfruttamento e la discriminazione.

Dai flussi migratori al lavoro, dalla scuola al sociale, le scelte del governo sull’immigrazione sono sempre più caratterizzate dalla propaganda che alimenta razzismo e xenofobia.

La crisi diventa l’alibi per sbandierare politiche del sacrificio a scapito dei giovani studenti, dei precari, dei migranti e delle nuove figure di un martellante scenario di povertà. La crisi è il mezzo per disegnare la nuova geografia dell’esclusione, per imporre espulsioni, deportazioni e controllo della forza lavoro e per fare della perdita del lavoro un reato: il reato di clandestinità.

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“I mandarini e le olive non cadono dal cielo”
In data 31 gennaio 2010 ci siamo riuniti per costituire l´Assemblea dei
lavoratori Africani di Rosarno a Roma.
Siamo i lavoratori che sono stati obbligati a lasciare Rosarno dopo aver
rivendicato i nostri diritti. Lavoravamo in condi zioni disumane.
Vivevamo in fabbriche abbandonate, senza acqua né elettricità.
Il nostro lavoro era sottopagato.
Lasciavamo I luoghi dove dormivamo ogni mattina alle 6.00 per rientrarci
solo la sera alle 20.00 per 25 euro che non finivano nemmeno tutti nelle
nostre tasche.
A volte non riuscivamo nemmeno, dopo una giornata di duro lavoro, a farci
pagare.
Ritornavamo con le mani vuote e il corpo pi egato dalla fatica.
Eravamo, da molti anni, oggetto di discriminazione, sfruttamento e minacce
di tutti i generi.
Eravamo sfruttati di giorno e cacciati, di notte, dai figli dei nostri
sfruttatori.
Eravamo bastonati, minacciati, braccati come le bestie…prelevati, qualcuno
è sparito per sempre.
Ci hanno sparato addosso, per gioco o per l´interesse di qualcuno. Abbiamo
continuato a lavorare.
Con il tempo eravamo divenuti  facili bersagli. Non ne potevamo più.
Coloro che non erano feriti da proiettili, erano feriti nella loro dignità
umana, nel loro orgoglio di esseri umani.
Non potevamo più attendere un aiuto che non sarebbe mai arrivato perché
siamo invisibili, non esistiamo per le autorità di questo paese.
Ci siamo fatti vedere, siamo scesi per strada per gridare la nostra
esistenza.
La gente non voleva vederci. Come può manifestare qualcuno che non esiste?
Le autorità e le forze dell´ordine sono arrivate e ci hanno deportati
dalla città perché non eravamo più al sicuro. Gli abitanti di Rosarno si
sono messi a darci la caccia, a linciarci, questa volta organizzati in
vere
e proprie squadre di caccia all´uomo.
Siamo stati rinchiusi nei centri di detenzione per immigrati. Molti di noi
ci sono ancora, altri sono tornati in Africa, altri sono sparpagliati
nelle
città del Sud.
Noi siamo a Roma. Oggi ci ritroviamo senza lavoro, senza un posto dove
dormire, senza I nostri bagagli e con I salari ancora  non pagati nelle
mani dei nostri sfruttatori.
Noi diciamo di essere degli attori della vita economica di questo paese,
le cui autorità non vogliono né vederci né ascoltarci. I mandarini, le
olive, le arance non cadono dal cielo. Sono delle mani che li raccolgono.
Eravamo riusciti a trovare un lavoro che abbiamo perduto semplicemente
perché abbiamo domandato di essere trattati come esseri umani. Non siamo
venuti in Italia per fare i turisti. Il nostro lavoro e il nostro sudore
serve all´Italia come serve alle nostre famiglie che hanno riposto in noi
molte speranze.
Domandiamo alle autorità di questo paese di incontrarci e di ascoltare le
nostre richieste:
- domandiamo che il permesso di soggiorno concesso per motive umanitari
agli 11 africani feriti a Rosarno, sia accordato anche a tutti noi,
vittime
dello sfruttamento e della nostra condizione irregolare che ci ha lasciato
senza lavoro, abbandonati e dimenticati per strada.
Vogliamo che il governo di questo paese si assuma le sue responsabilità e
ci garantisca la possibilità di lavorare con dignità.
L´Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma
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Il comunicato dei lavoratori immigrati di Rosarno che si sono riuniti in assemblea il 31 gennaio.
In data 31 gennaio 2010 ci siamo riuniti per costituire l´Assemblea dei lavoratori Africani di Rosarno a Roma.
Siamo i lavoratori che sono stati obbligati a lasciare Rosarno dopo aver rivendicato i nostri diritti. Lavoravamo in condizioni disumane.  Continua a leggere l’articolo »

torino-300x217La mattina del giorno 17 dicembre 2009, alle ore 5, agenti della Digos di Genova sono entrati a casa di un nostro compagno, perquisendo l’appartamento  e contestandogli 7 diversi reati che avrebbe commesso durante il corteo contro il G8 University Summer di Torino, il 19 maggio 2009, E’ stato condotto in questura e trettenuto per ore senza alcuna possibilità di comunicare con l’esterno fino alle 9 della mattina. La stessa cosa, contemporaneamente, succedeva a Bologna. Dopo l’avvio,  a luglio, dell’operazione Rewind, con l’arresto di 21 compani/e provenienti da tutta Italia, la repressione e l’intimidazione contro  il movimento dell’Onda non si ferma, cercando di farci pagare le giornate di ribellione del maggio torinese. Continua a leggere l’articolo »

giovedì 17 dicembre 2009 ore 10:00

festa 17 dicembreGIOVEDI’ 17 DICEMBRE

L’AutAut 357 riapproda in facoltà.

Dal mattino,h 11:

Assemblea sul pacchetto (In)sicurezza,

AULA I Balbi 6 Facoltà di Lettere

Un pesante giro di vite repressivo si è abbattuto sulla società italiana: la risposta del governo alla crisi è restringere ogni spazio di dissenso e aumentare esponenzialmente il controllo sociale.
Ancora negli ultimi giorni abbiamo assistito agli arresti e alle cariche contro gli studenti in numerose città di Italia, si moltiplicano le notizie di abusi da parte delle forze dell’ordine, la destra populista lancia operazioni di vera e propria pulizia etnica, come l’operazione “white christmas” nella provincia bresciana; tutto ciò fa da contorno all’entrata in vigore – ormai da mesi – del “pacchetto sicurezza”. Continua a leggere l’articolo »

dicembre 2nd, 2009

2 dicembre 2009 corteo

IMGP2831uniPRECARIE LE NOSTRE VITE, PRECARIO IL VOSTRO REGIME!

Oggi,2 dicembre 2009, a Genova, come nelle altre città, la mobilitazione di studenti e precari torna a riempire le piazze e le strade. A Genova il grido dell’odio contro ogni forma di precarietà si fa corteo, nato da un nuovo coordinamento che unisce universitari, studenti medi e precari: S.P.A.M. (studenti e precari autorganizzati in movimento). Come lo spam intasa e blocca la posta elettronica, come la spazzatura che manda in tilt intere città, sappiamo che in tanti possiamo essere il sasso che blocca l’ingranaggio. Continua a leggere l’articolo »

ottobre 27th, 2009

Laboratorio del comune

giovedì 5 novembre 2009 ore 18:00

L’AutAut 357 ha iniziato ad organizzare un seminario sul tema dell’immigrazione.

CodiceBarre

Il seminario, aperto a tutti, si svolgerà a fine gennaio, con la collaborazione di Uninomade, e prevede diverse relazioni e una tavola rotonda.

Questo progetto in parte sostituisce e amplia il vecchio progetto/bando del Laboratorio del comune: il tema del comune resta presente, articolandosi in funzione dei temi dell’immigrazione. Per preparare il seminario si svolgeranno diverse assemblee aperte a tutti.

Cosa intendiamo per comune? «Il termine “comune” è opportuno coglierlo in tre determinazioni differenti. Nel primo, il comune è una tensione alla riappropriazione della decisione su di sé: nella “democrazia tumultuaria” del NO TAV, NO Dal Molin, e nelle insorgenze locali contro la violenza delle ecomafie sui territori, è in gioco l’esigenza locale di fare decisione comune contro il comando “centrale” sulla gestione del territorio. [...].

Nella seconda determinazione, il comune si qualifica a livello di posta in gioco in un conflitto. Il comune qui è oggettivato come obbiettivo, lo si difende come lo si conquista, è aumento salariale o diritto di cittadinanza, reddito o sicurezza sul lavoro, è cooperazione digitale o territorio, o ancora qualcosa che si vuole a disposizione di tutti. Lo troviamo espresso in forme quali bene comune, causa comune, obbiettivo comune: è qualcosa per cui si lotta.

Nella terza determinazione il comune si esprime come trama di soggettivazione: quando ci si riappropria della decisione e ci si mobilita per un obbiettivo, si scopre una dimensione nuova del rapporto sociale, si scopre una forma di legame che rovescia in capacità politica di mettersi assieme la dimensione cooperativa della produzione». Tratto da Posse.

Le prossime assemblee-laboratorio saranno:

giovedì 5 novembre, ore 18

martedì 10 novembre, ore 18