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	<title>Commenti a: Incontro con Wu Ming al Lab. Buridda</title>
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	<description>L&#039;onda studentesca si fa spazio a Genova</description>
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		<title>Di: che_imbarazzo</title>
		<link>http://autaut357.org/?p=1003165&#038;cpage=1#comment-1553</link>
		<dc:creator>che_imbarazzo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 10:39:09 +0000</pubDate>
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		<description>si può perdere e ritrovare di tutto, fuorché il senso del ridicolo. L&#039;autore di Togliti i baffi e dell&#039;azione al Buridda ha perso il senso del ridicolo - per lui non c&#039;è speranza. Perde la faccia, ma fa perdere anche un sacco di tempo sia a chi lo ascolta, sia a chi non avrebbe voglia di ascoltarlo ma è costretto a farlo. A chi può sembrare sensato che, con tutte le cose di interesse comune che succedono in giro, qualcuno si monti un&#039;ossessione, sua personale e di nessun interesse, per Wu Ming e ne faccia una questione pubblica? Fra gli intellettuali italiani che scrivono e dicono cazzate, quelli del gruppo Wu Ming sono senz&#039;altro di quelli che ne dicono meno, anzi: a volte hanno la parola giusta. Chi li attacca lo fa per risentimento, rancore, invidia: \passioni tristi\ che farebbe meglio a smazzarsi per conto proprio, dal fondo della sua inutilità</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si può perdere e ritrovare di tutto, fuorché il senso del ridicolo. L&#8217;autore di Togliti i baffi e dell&#8217;azione al Buridda ha perso il senso del ridicolo &#8211; per lui non c&#8217;è speranza. Perde la faccia, ma fa perdere anche un sacco di tempo sia a chi lo ascolta, sia a chi non avrebbe voglia di ascoltarlo ma è costretto a farlo. A chi può sembrare sensato che, con tutte le cose di interesse comune che succedono in giro, qualcuno si monti un&#8217;ossessione, sua personale e di nessun interesse, per Wu Ming e ne faccia una questione pubblica? Fra gli intellettuali italiani che scrivono e dicono cazzate, quelli del gruppo Wu Ming sono senz&#8217;altro di quelli che ne dicono meno, anzi: a volte hanno la parola giusta. Chi li attacca lo fa per risentimento, rancore, invidia: \passioni tristi\ che farebbe meglio a smazzarsi per conto proprio, dal fondo della sua inutilità</p>
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		<title>Di: ma che ti ridi?</title>
		<link>http://autaut357.org/?p=1003165&#038;cpage=1#comment-1504</link>
		<dc:creator>ma che ti ridi?</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 20:58:58 +0000</pubDate>
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		<description>alle presunte &quot;infami&quot;, ma senza dubbio discutibili prese di posizione di WU Ming, i duri &amp; puri, i soli coerenti con se stessi e la propria rabbia, gli autoriconosciuti rivoluzionari come rispondono? con metodi e tattiche da FASCISTI. dovreste vergognarvi voi per primi, e invece ve la ridacchiate, credendovi forse vincitori morali quando invece avete perso, o meglio &quot;ABBIAMO TUTTI PERSO&quot; (Encore Fou - Due grammi di rivoluzione)...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>alle presunte &#8220;infami&#8221;, ma senza dubbio discutibili prese di posizione di WU Ming, i duri &amp; puri, i soli coerenti con se stessi e la propria rabbia, gli autoriconosciuti rivoluzionari come rispondono? con metodi e tattiche da FASCISTI. dovreste vergognarvi voi per primi, e invece ve la ridacchiate, credendovi forse vincitori morali quando invece avete perso, o meglio &#8220;ABBIAMO TUTTI PERSO&#8221; (Encore Fou &#8211; Due grammi di rivoluzione)&#8230;</p>
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		<title>Di: AHAHAH</title>
		<link>http://autaut357.org/?p=1003165&#038;cpage=1#comment-1488</link>
		<dc:creator>AHAHAH</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 14:40:19 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; inutile che il cosiddetto wu ming senza nome 4 (che guarda caso un nome lo ha, Federico Guglielmi, ed è fin troppo conosciuto) è inutile che faccia lo splendido incrinatore di costole di teppisti. Perchè se costui è della stessa indole del suo collega wu ming senza nome 1 (l&#039;ancora più celebre Roberto Bui), se come credo sono di simile natura, sono entrambi due conigli. Basta aver assistito all&#039;atteggiamento di Bui in Buridda: rifiuta un confronto individuale, prima della presentazione, con chi, da anni, ha visto alle sue critiche rispondere dallo scrittore solo con insulti e menzogne (un confronto preventivo che probabilmente avrebbe evitato il degenero successivo); una volta salito sul palco, e interrotto dall&#039;intervento pubblico del contestatore, non sa come replicare (come da sei anni a questa parte) e dopo un sarcastico applauso cerca di voltare pagina come se niente fosse accaduto. Al che la provocazione ha superato il limite: nella testa di chi era lì in modo critico balena spontaneamente l&#039;urgenza di bloccare l&#039;iniziativa di un infame. E così, fra urla e spintoni, il nostro pavido Bui lascia agli organizzatori la patata bollente di risolvere la situazione e sgattaiola via scortato, a detta sua successivamente, da un \improbabile bodyguard\ (cioè sfotte pure il servizio d&#039;ordine degli organizzatori). A questo punto una persona furba per lo meno sta zitta. Il nostro eroe invece arriva a casa, impugna il pc, e ben nascosto dietro al suo monitor inizia a fare pernacchie su tutti, come si può leggere sul suo sito. Un vero temerario!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; inutile che il cosiddetto wu ming senza nome 4 (che guarda caso un nome lo ha, Federico Guglielmi, ed è fin troppo conosciuto) è inutile che faccia lo splendido incrinatore di costole di teppisti. Perchè se costui è della stessa indole del suo collega wu ming senza nome 1 (l&#8217;ancora più celebre Roberto Bui), se come credo sono di simile natura, sono entrambi due conigli. Basta aver assistito all&#8217;atteggiamento di Bui in Buridda: rifiuta un confronto individuale, prima della presentazione, con chi, da anni, ha visto alle sue critiche rispondere dallo scrittore solo con insulti e menzogne (un confronto preventivo che probabilmente avrebbe evitato il degenero successivo); una volta salito sul palco, e interrotto dall&#8217;intervento pubblico del contestatore, non sa come replicare (come da sei anni a questa parte) e dopo un sarcastico applauso cerca di voltare pagina come se niente fosse accaduto. Al che la provocazione ha superato il limite: nella testa di chi era lì in modo critico balena spontaneamente l&#8217;urgenza di bloccare l&#8217;iniziativa di un infame. E così, fra urla e spintoni, il nostro pavido Bui lascia agli organizzatori la patata bollente di risolvere la situazione e sgattaiola via scortato, a detta sua successivamente, da un \improbabile bodyguard\ (cioè sfotte pure il servizio d&#8217;ordine degli organizzatori). A questo punto una persona furba per lo meno sta zitta. Il nostro eroe invece arriva a casa, impugna il pc, e ben nascosto dietro al suo monitor inizia a fare pernacchie su tutti, come si può leggere sul suo sito. Un vero temerario!</p>
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	<item>
		<title>Di: alcun* comunist*</title>
		<link>http://autaut357.org/?p=1003165&#038;cpage=1#comment-1466</link>
		<dc:creator>alcun* comunist*</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 03:46:08 +0000</pubDate>
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		<description>Mi spiace dirlo.Questa sera abbiamo perso tutti. sia chi ama la cultura, sia chi questa professa, sia chi pensava sarebbe stato molto interessante assistere a un dibattito serio e maturo,visto come si erano messe le cose, sia chi in questo momento si sfrega le mani ridacchiando convinto di aver vinto.. Caro mio (tu generico, quindi maschile femminile neutro e forse plurale se necessario), se in dieci anni ti fossi fatto almeno una sega forse il lieto piacere del coito (seppur autoindotto) avrebbe placato le tue ansie esistenziali..
parlando di (e a) persone (un pochino più) sensate, mi sembra che la situazione non sia stata gestita al meglio ne dal buridda ne dall&#039;interessato invitato..mi viene solo da sperare che dieci anni di menate di cazzo possano essere eccessivi in effetti, e portino ad un atteggiamento del genere..ma forse meglio così, si è evitata una rissa inutile alla fine..
Dopo di che, rammarico davvero immenso per non aver visto chiarita la situazione con una sedia piantata in ogni vostra singola, individuale schiena..che si presenta a gruppi di quindici\venti, proprio quando l&#039;individualità chiama..
ai pugni degli idioti preferisco le pagine dei libri</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi spiace dirlo.Questa sera abbiamo perso tutti. sia chi ama la cultura, sia chi questa professa, sia chi pensava sarebbe stato molto interessante assistere a un dibattito serio e maturo,visto come si erano messe le cose, sia chi in questo momento si sfrega le mani ridacchiando convinto di aver vinto.. Caro mio (tu generico, quindi maschile femminile neutro e forse plurale se necessario), se in dieci anni ti fossi fatto almeno una sega forse il lieto piacere del coito (seppur autoindotto) avrebbe placato le tue ansie esistenziali..<br />
parlando di (e a) persone (un pochino più) sensate, mi sembra che la situazione non sia stata gestita al meglio ne dal buridda ne dall&#8217;interessato invitato..mi viene solo da sperare che dieci anni di menate di cazzo possano essere eccessivi in effetti, e portino ad un atteggiamento del genere..ma forse meglio così, si è evitata una rissa inutile alla fine..<br />
Dopo di che, rammarico davvero immenso per non aver visto chiarita la situazione con una sedia piantata in ogni vostra singola, individuale schiena..che si presenta a gruppi di quindici\venti, proprio quando l&#8217;individualità chiama..<br />
ai pugni degli idioti preferisco le pagine dei libri</p>
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	<item>
		<title>Di: oggi come ieri bastonate per chi critica i wu ming</title>
		<link>http://autaut357.org/?p=1003165&#038;cpage=1#comment-1465</link>
		<dc:creator>oggi come ieri bastonate per chi critica i wu ming</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 00:18:36 +0000</pubDate>
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		<description>3. MI DISPIACE PER LE TUE COSTOLE

di Wu Ming 4 (26/07/2001)

Avevo i nervi tesi quel sabato mattina, quando le nostre strade si sono incrociate per la seconda volta. Tutti avevamo i nervi tesi. Dopo quello che era successo venerdì, il riot, le infiltrazioni, il ragazzo ucciso, nessuno si fidava più di nessuno. Ogni spezzone del grande corteo di massa aveva la consegna di autodifendersi. Dai provocatori, dagli infiltrati, dai casinisti sfasciatori con le mazze. Bisognava evitare che le famiglie, i signori e le signore di cinquant&#039;anni, i nostri genitori, ci andassero di mezzo.
E tu, poveraccio, ti sei trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Eri lì seduto, e tenevi la mazza nascosta in un giornale. Noi te l&#039;abbiamo spiegato che non potevi rimanere lì, ai bordi del corteo, col bastone. Che dovevi mollarlo o andartene a fare in culo lontano da lì. Ma tu hai voluto fare il duro, ci hai detto di farci i cazzi nostri. Tu, coglione!, il giorno dopo che c&#039;era stato un morto in piazza, dopo che i carabinieri infiltrati ne avevano fatte di tutti i colori, tirandosi dietro ogni scoppiato che volesse sfasciare vetrine e incendiare macchine, dopo tutto questo, con la paranoia che ci aveva contagiati tutti e i nervi a fior di pelle, tu, coglione!, vieni in manifestazione (una manifestazione pacifica di centinaia di migliaia di persone) con la spranga! E per di più ti fai trovare nel nostro spezzone.
Io non volevo incrinarti due costole. Io non sono un picchiatore né un violento. Che tu ci creda o no mi sono buttato su di te per proteggerti, coglione che non sei altro!, perché i miei compagni, in preda alla paura e alla paranoia, potevano disfarti la faccia a calci. Mi sono buttato su di te urlando &quot;Fermi! Fermi!&quot; per evitare che ti facessero male sul serio. Solo che peso ottanta chili.
E&#039; stato quando ti ho fatto rialzare che mi sono ricordato dove ci eravamo incontrati la prima volta. Un paio di mesi fa, alla presentazione di Asce di Guerra in un centro sociale. Mi avevi chiesto perché nel romanzo non si parlava degli anni Settanta. Te l&#039;avevo spiegato. E forse sabato scorso ho soltanto ribadito il concetto. Perché della merda degli anni Settanta non ne voglio più: non ne voglio più delle mazze, delle bottiglie molotov, di poche decine di irresponsabili che mettono a repentaglio la sicurezza di migliaia di persone e favoriscono la criminalizzazione di un intero movimento da parte dello stato. Se volete affrontare la polizia corpo a corpo, mazze contro manganelli, se volete misurare il vostro livello di testosterone con gli sbirri, e farvi rompere il culo dai suddetti, se è questo che vi piace, non sarò certo io che verrò a cercarvi uno a uno per impedirvelo, ho di meglio da fare. Ma non sono disposto ad alcuna indulgenza se lo fate ai margini di un corteo pacifico o che pratica la disobbedienza civile. Per questo ti dico, che mi dispiace per le tue costole, ma te le sei cercate.
Spero per entrambi che non ci sia una terza volta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>3. MI DISPIACE PER LE TUE COSTOLE</p>
<p>di Wu Ming 4 (26/07/2001)</p>
<p>Avevo i nervi tesi quel sabato mattina, quando le nostre strade si sono incrociate per la seconda volta. Tutti avevamo i nervi tesi. Dopo quello che era successo venerdì, il riot, le infiltrazioni, il ragazzo ucciso, nessuno si fidava più di nessuno. Ogni spezzone del grande corteo di massa aveva la consegna di autodifendersi. Dai provocatori, dagli infiltrati, dai casinisti sfasciatori con le mazze. Bisognava evitare che le famiglie, i signori e le signore di cinquant&#8217;anni, i nostri genitori, ci andassero di mezzo.<br />
E tu, poveraccio, ti sei trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Eri lì seduto, e tenevi la mazza nascosta in un giornale. Noi te l&#8217;abbiamo spiegato che non potevi rimanere lì, ai bordi del corteo, col bastone. Che dovevi mollarlo o andartene a fare in culo lontano da lì. Ma tu hai voluto fare il duro, ci hai detto di farci i cazzi nostri. Tu, coglione!, il giorno dopo che c&#8217;era stato un morto in piazza, dopo che i carabinieri infiltrati ne avevano fatte di tutti i colori, tirandosi dietro ogni scoppiato che volesse sfasciare vetrine e incendiare macchine, dopo tutto questo, con la paranoia che ci aveva contagiati tutti e i nervi a fior di pelle, tu, coglione!, vieni in manifestazione (una manifestazione pacifica di centinaia di migliaia di persone) con la spranga! E per di più ti fai trovare nel nostro spezzone.<br />
Io non volevo incrinarti due costole. Io non sono un picchiatore né un violento. Che tu ci creda o no mi sono buttato su di te per proteggerti, coglione che non sei altro!, perché i miei compagni, in preda alla paura e alla paranoia, potevano disfarti la faccia a calci. Mi sono buttato su di te urlando &#8220;Fermi! Fermi!&#8221; per evitare che ti facessero male sul serio. Solo che peso ottanta chili.<br />
E&#8217; stato quando ti ho fatto rialzare che mi sono ricordato dove ci eravamo incontrati la prima volta. Un paio di mesi fa, alla presentazione di Asce di Guerra in un centro sociale. Mi avevi chiesto perché nel romanzo non si parlava degli anni Settanta. Te l&#8217;avevo spiegato. E forse sabato scorso ho soltanto ribadito il concetto. Perché della merda degli anni Settanta non ne voglio più: non ne voglio più delle mazze, delle bottiglie molotov, di poche decine di irresponsabili che mettono a repentaglio la sicurezza di migliaia di persone e favoriscono la criminalizzazione di un intero movimento da parte dello stato. Se volete affrontare la polizia corpo a corpo, mazze contro manganelli, se volete misurare il vostro livello di testosterone con gli sbirri, e farvi rompere il culo dai suddetti, se è questo che vi piace, non sarò certo io che verrò a cercarvi uno a uno per impedirvelo, ho di meglio da fare. Ma non sono disposto ad alcuna indulgenza se lo fate ai margini di un corteo pacifico o che pratica la disobbedienza civile. Per questo ti dico, che mi dispiace per le tue costole, ma te le sei cercate.<br />
Spero per entrambi che non ci sia una terza volta.</p>
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	<item>
		<title>Di: Matteo</title>
		<link>http://autaut357.org/?p=1003165&#038;cpage=1#comment-1462</link>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 15:33:02 +0000</pubDate>
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		<description>scusate qualcuno sa per caso quali wu ming ci saranno??
perchè il loro sito li &quot;da&quot; contemporaneamente anche a Pistoia e a Quarrata (PT)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusate qualcuno sa per caso quali wu ming ci saranno??<br />
perchè il loro sito li &#8220;da&#8221; contemporaneamente anche a Pistoia e a Quarrata (PT)</p>
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	<item>
		<title>Di: Senza nome</title>
		<link>http://autaut357.org/?p=1003165&#038;cpage=1#comment-1460</link>
		<dc:creator>Senza nome</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 14:07:44 +0000</pubDate>
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		<description>Io invece non capisco la passività gigantesca che molti hanno nelle cose. Si parla tanto di autonomia, autogestione, indipendenza, e poi non appena un pugno d&#039;intellettuali, che indubbiamente parlano bene, si elevano a paladini della cultura contro, tutti si affrettano ad adorarli fanaticamente, senza nemmeno aver verificato i fatti. 
Criticare Wu Ming, come tutti i cosiddetti artisti che fannno i ribelli della domenica, non è questione di amore per la polemica! E&#039; questione che la cultura entra nelle teste, può cambiare i modi di agire, e quindi può essere in parte la causa delle pratiche nella vita/lotta quotidiana.
La triste realtà è che la cultura cosiddetta antagonista, come il movimento, è in piena decadenza (chi avrà più colpa fra i due?). Hanno così terreno fertile individui che si arricchiscono della propria incoerenza. 
I Wu-Ming, ex promotori italiani del Luther Blisset project, prima si definiscono \senza nome\, contrari alla spettacolarizzazione dell&#039;individuo, creano un mito collettivo e fanno in modo che ogniuno a suo modo possa contribuire al progetto. Poi, non appena questo meccanismo ha successo e fama, si tolgono la maschera e, in cinque, si prendono tutto il merito e gli onori, lasciando interviste su Repubblica, firmano un fruttuoso contratto con Einaudi, e cavalcando il movimento delle Tute Bianhe fino a cercar di spegnere (senza riuscire) i fuochi di rivolta di Genova nel 2001. Come se un bel giorno Marcos si levasse il passamontagna e si autoproclamasse dittatore, propagandando la pacificazione con lo stato in nome del reddito sociale...sono certo che qui in italia molti cs si prostrerebbero subito ai suoi piedi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io invece non capisco la passività gigantesca che molti hanno nelle cose. Si parla tanto di autonomia, autogestione, indipendenza, e poi non appena un pugno d&#8217;intellettuali, che indubbiamente parlano bene, si elevano a paladini della cultura contro, tutti si affrettano ad adorarli fanaticamente, senza nemmeno aver verificato i fatti.<br />
Criticare Wu Ming, come tutti i cosiddetti artisti che fannno i ribelli della domenica, non è questione di amore per la polemica! E&#8217; questione che la cultura entra nelle teste, può cambiare i modi di agire, e quindi può essere in parte la causa delle pratiche nella vita/lotta quotidiana.<br />
La triste realtà è che la cultura cosiddetta antagonista, come il movimento, è in piena decadenza (chi avrà più colpa fra i due?). Hanno così terreno fertile individui che si arricchiscono della propria incoerenza.<br />
I Wu-Ming, ex promotori italiani del Luther Blisset project, prima si definiscono \senza nome\, contrari alla spettacolarizzazione dell&#8217;individuo, creano un mito collettivo e fanno in modo che ogniuno a suo modo possa contribuire al progetto. Poi, non appena questo meccanismo ha successo e fama, si tolgono la maschera e, in cinque, si prendono tutto il merito e gli onori, lasciando interviste su Repubblica, firmano un fruttuoso contratto con Einaudi, e cavalcando il movimento delle Tute Bianhe fino a cercar di spegnere (senza riuscire) i fuochi di rivolta di Genova nel 2001. Come se un bel giorno Marcos si levasse il passamontagna e si autoproclamasse dittatore, propagandando la pacificazione con lo stato in nome del reddito sociale&#8230;sono certo che qui in italia molti cs si prostrerebbero subito ai suoi piedi!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Kitty</title>
		<link>http://autaut357.org/?p=1003165&#038;cpage=1#comment-1458</link>
		<dc:creator>Kitty</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 13:46:40 +0000</pubDate>
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		<description>beh, se vuoi farti una idea vatti a vedere &quot;lavorare con lentezza&quot;.
e poi abbraccia pure i compagni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>beh, se vuoi farti una idea vatti a vedere &#8220;lavorare con lentezza&#8221;.<br />
e poi abbraccia pure i compagni</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: chetristezzaproduction</title>
		<link>http://autaut357.org/?p=1003165&#038;cpage=1#comment-1455</link>
		<dc:creator>chetristezzaproduction</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 07:36:52 +0000</pubDate>
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		<description>non capisco l&#039;amore gigantesco che qualcuno ha per la polemica!!!
un abbraccio ai compagni (viva Wu Ming)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non capisco l&#8217;amore gigantesco che qualcuno ha per la polemica!!!<br />
un abbraccio ai compagni (viva Wu Ming)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Togliti i baffi, ti abbiamo riconosciuto</title>
		<link>http://autaut357.org/?p=1003165&#038;cpage=1#comment-1438</link>
		<dc:creator>Togliti i baffi, ti abbiamo riconosciuto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 02:27:17 +0000</pubDate>
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		<description>…Penetrati nottetempo all’interno delle mura dell’inaccessibile cittadella dello Spettacolo,dietro la maschera di quel cavallo di legno a cui avevano dato lo strano nome di Luther Blissett, i nostri eroi misero in atto una variante rispetto al piano che avevano raccontato nei lunghi anni di preparativi e con cui avevano lasciato ad aspettarli fuori dalle mura i numerosi compagni che li avevano scortati fino a lì. Invece di approfittare del favore delle tenebre per muoversi come ombre senza nome e senza volto e dare fuoco alla città, aspettarono le prime luci dell’alba. Quando, tra i primi rumori della città che si andava risvegliando, alcune guardie si avvicinarono a loro con fare minaccioso, essi gli andarono incontro con le mani alzate e con un sorriso tranquillizzante. “Salve, veniamo in pace”, disse uno di loro, “Io sono Federico Guglielmi e questi sono i miei amici Luca Di Meo, Giovanni Cattabriga e Roberto Bui; ecco le nostre carte d’identità. Volevamo soltanto portarvi questo lavoro, è un romanzo. Magari potrebbe interessarvi”. La città visse una giornata intensa, incuriosita da questi ardimentosi giovani sconosciuti che erano riusciti ad entrare in città in modo così strano e originale. Mentre i Giornalisti si accalcarono attorno a loro per saperne di più, intervistandoli e fotografandoli, e mentre le Guardie furono tranquillizzate dalle loro rassicurazioni sulle proprie buone intenzioni, il Gran Consiglio degli Editori si riunì d’urgenza per affrontare questo vero e proprio caso e dopo febbrili consultazioni convenne che il lavoro di questi intrepidi giovani era valido e coraggioso almeno quanto la loro azione. Andavano premiati, anche perché il loro prodotto era proprio ciò che essi cercavano per ridare un po’ di vitalità ad uno dei quartieri più in decadenza della città. Dopo il gran cerimoniale nel corso del quale i nostri eroi firmarono un contratto con uno dei più potenti della città, il grande Einaudi, il capo delle Guardie delle città si permise di sottolineare la necessità di rimuovere l’ultimo ostacolo al perfetto svolgimento di quella giornata così ricca di soddisfazione per tutti. Si trattava di quella chiassosa e poco decorosa marmaglia di giovani selvaggi che stazionava dal primo mattino sotto le mura, urlando e reclamando un certo Luther Blissett. I nostri eroi si assunsero subito la responsabilità della situazione, promettendo di risolverla immediatamente. Si affacciarono all’orlo più alto delle mura e, con un megafono prestato loro dalle Guardie, esclamarono: “Compagni, la missione è pienamente riuscita, Luther Blissett ha vinto ancora una volta. Noi ora, per poter continuare la nostra azione sovversiva, dobbiamo temporaneamente restare qui. Purtroppo, per ragioni strategiche, non possiamo più chiamarci Luther Blissett; adesso siamo Wu-Ming e per il momento – almeno per un po’ – nessuno di voi potrà raggiungerci qui a condividere la nostra lotta. Ma Luther Blissett è più vivo che mai. Ora che qui ci siamo noi voi potete tornare a casa e continuare come prima…”. Mentre dicevano queste cose essi raccolsero il cavallo di legno con cui erano entrati in città e lo gettarono giù dalle mura, per restituirlo ai loro compagni. Ma nell’impatto il cavallo si ruppe in molti pezzi. Alcuni dei giovani corsero a raccogliergli e tentarono di rimetterli assieme; altri invece se ne andarono con una strana sensazione di fastidio dentro di sé”…

Come a livello internazionale il Luther Blissett Project era stato ideato per pubblicizzare i film di Kipper/Blissett/ Cooper (nonché i romanzi di Home, le performance di Healy ecc.), così la sua versione italiana è stato sfruttata dai bolognesi per crearsi un nome ed un mercato letterari (...)

Estratti da Leonardo Lippolis, ‘Togliti i baffi, ti abbiamo riconosciuto’. La vera storia di un bluff (il LutherBlissett Project e i suoi padrini) e della sua cattiva coscienza (l’Internazionale Situazionista), Invarianti, n. 34, 2000 e Leonardo Lippolis, Una volta per tutte. Del dover essere o non poter essere situazionisti in tempi Bui, Invarianti, n. 35, 2001.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>…Penetrati nottetempo all’interno delle mura dell’inaccessibile cittadella dello Spettacolo,dietro la maschera di quel cavallo di legno a cui avevano dato lo strano nome di Luther Blissett, i nostri eroi misero in atto una variante rispetto al piano che avevano raccontato nei lunghi anni di preparativi e con cui avevano lasciato ad aspettarli fuori dalle mura i numerosi compagni che li avevano scortati fino a lì. Invece di approfittare del favore delle tenebre per muoversi come ombre senza nome e senza volto e dare fuoco alla città, aspettarono le prime luci dell’alba. Quando, tra i primi rumori della città che si andava risvegliando, alcune guardie si avvicinarono a loro con fare minaccioso, essi gli andarono incontro con le mani alzate e con un sorriso tranquillizzante. “Salve, veniamo in pace”, disse uno di loro, “Io sono Federico Guglielmi e questi sono i miei amici Luca Di Meo, Giovanni Cattabriga e Roberto Bui; ecco le nostre carte d’identità. Volevamo soltanto portarvi questo lavoro, è un romanzo. Magari potrebbe interessarvi”. La città visse una giornata intensa, incuriosita da questi ardimentosi giovani sconosciuti che erano riusciti ad entrare in città in modo così strano e originale. Mentre i Giornalisti si accalcarono attorno a loro per saperne di più, intervistandoli e fotografandoli, e mentre le Guardie furono tranquillizzate dalle loro rassicurazioni sulle proprie buone intenzioni, il Gran Consiglio degli Editori si riunì d’urgenza per affrontare questo vero e proprio caso e dopo febbrili consultazioni convenne che il lavoro di questi intrepidi giovani era valido e coraggioso almeno quanto la loro azione. Andavano premiati, anche perché il loro prodotto era proprio ciò che essi cercavano per ridare un po’ di vitalità ad uno dei quartieri più in decadenza della città. Dopo il gran cerimoniale nel corso del quale i nostri eroi firmarono un contratto con uno dei più potenti della città, il grande Einaudi, il capo delle Guardie delle città si permise di sottolineare la necessità di rimuovere l’ultimo ostacolo al perfetto svolgimento di quella giornata così ricca di soddisfazione per tutti. Si trattava di quella chiassosa e poco decorosa marmaglia di giovani selvaggi che stazionava dal primo mattino sotto le mura, urlando e reclamando un certo Luther Blissett. I nostri eroi si assunsero subito la responsabilità della situazione, promettendo di risolverla immediatamente. Si affacciarono all’orlo più alto delle mura e, con un megafono prestato loro dalle Guardie, esclamarono: “Compagni, la missione è pienamente riuscita, Luther Blissett ha vinto ancora una volta. Noi ora, per poter continuare la nostra azione sovversiva, dobbiamo temporaneamente restare qui. Purtroppo, per ragioni strategiche, non possiamo più chiamarci Luther Blissett; adesso siamo Wu-Ming e per il momento – almeno per un po’ – nessuno di voi potrà raggiungerci qui a condividere la nostra lotta. Ma Luther Blissett è più vivo che mai. Ora che qui ci siamo noi voi potete tornare a casa e continuare come prima…”. Mentre dicevano queste cose essi raccolsero il cavallo di legno con cui erano entrati in città e lo gettarono giù dalle mura, per restituirlo ai loro compagni. Ma nell’impatto il cavallo si ruppe in molti pezzi. Alcuni dei giovani corsero a raccogliergli e tentarono di rimetterli assieme; altri invece se ne andarono con una strana sensazione di fastidio dentro di sé”…</p>
<p>Come a livello internazionale il Luther Blissett Project era stato ideato per pubblicizzare i film di Kipper/Blissett/ Cooper (nonché i romanzi di Home, le performance di Healy ecc.), così la sua versione italiana è stato sfruttata dai bolognesi per crearsi un nome ed un mercato letterari (&#8230;)</p>
<p>Estratti da Leonardo Lippolis, ‘Togliti i baffi, ti abbiamo riconosciuto’. La vera storia di un bluff (il LutherBlissett Project e i suoi padrini) e della sua cattiva coscienza (l’Internazionale Situazionista), Invarianti, n. 34, 2000 e Leonardo Lippolis, Una volta per tutte. Del dover essere o non poter essere situazionisti in tempi Bui, Invarianti, n. 35, 2001.</p>
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