martedì 2 febbraio 2010 ore 21:30

tarnationTarnation è un film documentario del 2003 di Jonathan Caouette. Il film, della durata di 88 minuti, fu girato da Caouette nell’arco di più di 20 anni, ed è il risultato di un assemblaggio di centinaia di ore di registrazioni in Super 8, VHS, fotografie, perfino messaggi di segreterie telefoniche, con l’intento di raccontare la storia della propria vita e del rapporto con la madre Renee, malata di mente. Fu prodotto in origine con un budget di $218.32, usando il software gratuito iMovie su un computer Macintosh (budget al quale vanno aggiunti altri $400,000 spesi dal distributore per audio, stampa, musiche e tutti gli aggiustamenti audio/video per portare il film nelle sale). Il film conquistò diversi premi, incluso quello per Miglior Documentario da parte della National Society of Film Critics, l’Independent Spirits, il Gotham Awards, l’LA e il London International Film Festival.

Tarnation è un documentario autobiografico incentrato sull’infanzia e sulla prima età adulta di Caouette, così come su sua madre Renee LeBlanc, che fu sottoposta da giovane ad elettroshock. Con un padre assente e una madre che lottava contro la malattia mentale, Caouette si ritrovò a vivere nell’area di Houston con i nonni, Adolph e Rosemary Davis, i quali, nonostante avessero una personalità segnata da diverse stranezze, riuscirono a fornire a Jonathan una struttura famigliare di grande supporto. Il film esplora la vita di Caouette mentre egli gestisce il proprio rapporto con la madre passando da figlio ad amico e, infine, perfino figura paterna, continuando a sviluppare la propria creatività come attore, scrittore e regista.

Caouette fece coming out come gay in giovane età e a 25 anni si trasferì a New York, trovando infine un compagno, David Sanin Paz. Entrambi vivono attualmente a New York. Come è documentato nel film, la madre di jonathan visse con loro per un certo periodo, formando una famiglia inusuale. Una scena all’inizio del film riprende un Caouette di circa 11 anni che improvvisa un monologo come donna all’interno di una relazione segnata da abusi.