Occhi aperti contro la sorveglianza speciale
| sabato 5 giugno 2010 ore 16:00 |
Mentre la stampa che si definisce “libera”, e che ostenta la propria “indipendenza” e “ostilità” rispetto al governo Berlusconi, chiama l’opinione pubblica a manifestare contro la legge-bavaglio sulle intercettazioni e sul diritto di cronaca, la macchina della repressione continua silenziosamente a percorrere la strada della transizione verso forme di “totalitarismo democratico”. Non per enfasi menzioniamo il totalitarismo, dato che per realizzare le varie pratiche repressive messe in campo dall’apparato politico-poliziesco viene anche rispolverato il codice Rocco stilato durante il fascismo.
Il 7 giugno, presso il tribunale di Genova, si terrà il processo per l’applicazione della misura di “sorveglianza speciale” nei confronti di Luca Bertola che, come molti, ha praticato per anni il dissenso nei confronti delle forme di potere e di governo del nostro Paese. La “sorveglianza speciale”, introdotta appunto dal regime fascista e utilizzata in seguito quasi esclusivamente nelle azioni anti-mafia, negli ultimi anni è stata rispolverata insieme alla sua diretta anticamera, l’avviso orale; sono questi i fantasmi della repressione totalitaria, che si aggirano per assillare chi fa dello spirito critico la propria condotta quotidiana. In particolare, la sorveglianza speciale, applicata soprattutto nei confronti dell’area anarchica e libertaria, consiste in una serie di restrizioni della libertà personale (divieto di partecipare ad iniziative pubbliche, di uscire la sera, di allontanarsi dal luogo di residenza, frequentare pregiudicati ecc.) che vengono attuate in conseguenza della condotta morale del soggetto inquisito. In sostanza, si può incorrere nella “sorveglianza speciale” anche solo a causa delle proprie idee o del proprio modo di vivere la socialità politica. Per questo motivo, ciò che oggi sta per accadere a qualche attivista domani potrebbe coinvolgere chiunque manifesti il proprio dissenso nei confronti di questo regime.
La restrizione delle libertà personali, frutto ormai maturo del paradigma giuridico e poliziesco, è resa possibile dal silenzio e dall’accondiscendenza della cosidetta “società civile”, ridotta ormai a inerme vittima del meccanismo politicalmediatico. Quando il sistema repressivo stringe la sua morsa contro ogni residuo di dissenso al pensiero dominante, l’unica reazione deve essere una comunità vigile che difenda ogni giorno la sua libertà di pensiero e legittimità di azione.
E’ per questo che invitiamo tutti a mobilitarsi contro ogni forma di intimidazione repressiva.
Solidali con Luca e tutti i compagni inquisiti!
Sabato 5 giugno presidio itinerante nel centro storico di Genova.
Partenza da piazza Banchi alle 16.00
Lunedì 7 giugno | ore 8.30 PRESIDIO AL TRIBUNALE di Genova contro la sorveglianza speciale
maggiori info: http://liguria.indymedia.org/node/5629






giugno 3rd, 2010 at 04:15
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